
Nel contesto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle patologie degenerative della colonna vertebrale, la stenosi del canale vertebrale cervicale e lombare rappresenta una condizione sempre più frequente e spesso sottovalutata. Molti pazienti e familiari tendono infatti ad attribuire i sintomi alla normale età che avanza, ritardando così una diagnosi che potrebbe migliorare significativamente la qualità di vita.
Quando parliamo di stenosi del canale vertebrale è importante distinguere due forme principali: la stenosi cervicale, che può comprimere il midollo spinale, e la stenosi lombare, che interessa prevalentemente le radici nervose dirette agli arti inferiori. Entrambe possono compromettere la mobilità e l’autonomia della persona, ma si manifestano spesso con sintomi differenti.
Abbiamo intervistato il PD Dr. med. Arthur R. Kurzbuch, neurochirurgo con una particolare specializzazione nella chirurgia della colonna vertebrale, per approfondire le patologie degenerative spinali, che rappresentano una delle principali cause di perdita di autonomia nella popolazione anziana.
“È una situazione molto frequente e comprendo bene la preoccupazione dei familiari. Quando una persona anziana riduce progressivamente le proprie attività, si tende spesso a pensare che sia semplicemente più stanca o meno motivata. In realtà, dietro questa apparente “pigrizia” può esserci una causa neurologica ben precisa.
Nella stenosi lombare il sintomo tipico è la cosiddetta claudicatio neurogena. Il paziente riesce a camminare per una certa distanza e poi deve fermarsi per la comparsa di dolore, senso di pesantezza, formicolii o debolezza alle gambe. Dopo alcuni minuti di riposo può riprendere a camminare. Molti pazienti riferiscono inoltre di stare meglio quando camminano leggermente piegati in avanti o appoggiandosi a un deambulatore (il cosiddetto fenomeno del “segno del carrello”, segno molto caratteristico della stenosi lombare).
Nella stenosi cervicale, invece, il problema può manifestarsi in modo diverso. I familiari notano spesso una perdita di equilibrio, un’andatura più incerta, frequenti inciampi oppure una progressiva difficoltà nell’utilizzo delle mani, ad esempio nell’abbottonare una camicia, nel maneggiare piccoli oggetti o una grafia sempre più illeggibile. Quando questi cambiamenti compaiono gradualmente, è importante non attribuirli automaticamente all’età, ma considerare anche una possibile origine neurologica.
Esistono inoltre sintomi che richiedono una valutazione specialistica urgente, come la comparsa improvvisa di una perdita di forza agli arti, disturbi urinari o intestinali di nuova insorgenza oppure alterazioni della sensibilità nella regione perineale. In presenza di questi segnali è importante non attendere, ma rivolgersi rapidamente a uno specialista.”
“Questa è una delle domande che ricevo più frequentemente. Oggi non consideriamo solo l’età anagrafica, ma soprattutto l’età biologica, lo stato generale di salute e l’impatto dei sintomi sulla vita quotidiana.
Nella stenosi lombare l’intervento viene preso in considerazione quando la capacità di camminare è fortemente limitata, quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci oppure quando compaiono deficit neurologici.
Nella stenosi cervicale la situazione può essere ancora più delicata, perché la compressione interessa il midollo spinale. In presenza di disturbi dell’equilibrio, perdita di destrezza delle mani o progressiva debolezza degli arti, l’intervento può essere indicato non solo per migliorare i sintomi, ma anche per evitare un ulteriore peggioramento neurologico.
La chirurgia moderna della colonna vertebrale è molto diversa rispetto al passato. In molti casi utilizziamo tecniche microchirurgiche e mini-invasive che permettono di ridurre il trauma chirurgico, il dolore post-operatorio e i tempi di recupero. Per questo motivo non esiste un limite di età assoluto. Ogni decisione deve essere personalizzata e basata su un’attenta valutazione del singolo paziente.
“L’intervento rappresenta una tappa importante del percorso terapeutico, ma il recupero continua soprattutto dopo il ritorno a domicilio.
Nella stenosi lombare l’obiettivo principale è recuperare progressivamente la capacità di camminare e aumentare la resistenza fisica. Nella stenosi cervicale il percorso può includere anche il miglioramento dell’equilibrio, della coordinazione e della funzionalità delle mani e delle gambe.
In questa fase la collaborazione tra neurochirurgo, fisioterapista, ergoterapista, personale infermieristico e familiari è fondamentale. I servizi di assistenza domiciliare svolgono un ruolo particolarmente importante, soprattutto nelle prime settimane, perché aiutano il paziente a recuperare autonomia nel proprio ambiente quotidiano e a riprendere le attività in sicurezza. I migliori risultati si ottengono quando tutti i professionisti coinvolti collaborano strettamente con il paziente e la sua famiglia.
Un messaggio ai familiari
Il messaggio più importante che vorrei trasmettere ai familiari è che non tutto ciò che viene attribuito alla vecchiaia è inevitabile.
Quando una persona anziana perde progressivamente autonomia, cammina meno, ha problemi di equilibrio o difficoltà nell’uso delle mani, vale sempre la pena approfondire la situazione. La stenosi del canale vertebrale, sia cervicale che lombare, è una patologia frequente ma oggi disponiamo di strumenti diagnostici e terapeutici efficaci. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono contribuire in modo significativo a preservare la funzione neurologica, l’autonomia e la qualità di vita del paziente.